Fotografia di una passione

Ecco una fotografia che si è arrichita di dettaglio negl’anni regalandoci questo bello spaccato di una passione.

Scritto e gentilmente concesso dal nostro socio Romano Fantini.

 

Che bello il Lido di Spina negli anni 70 e 80 del secolo scorso. Ricordo che mio padre, in occasione della mia promozione alla 3 classe superiore , nel 1974 mi regalò la mia prima barca a vela , una Alpa Tris prodotta dal cantiere Alpa di Offanengo ( Cremona) .
Fu la barca che mi consentì di avvicinarmi a questa grande passione che ancora mi coinvolge. L’anno dopo poiché ero stato promosso in 3 ed ero diventato bravo, assieme ai miei fratelli decidemmo di prendere un Flying Junior ed un gommone Zodiac con motore Jonson da 25 cavalli.
Erano anni bellissimi dove potevi tenere le barche davanti al tuo ombrellone ed ai tuoi lettini, le vele e la attrezzatura in cabina. Si partiva e si arrivava liberamente dalla riva senza alcun corridoio e il bagnino di salvataggio, che era anche un buon amico, ti seguiva sia alla partenza che all’arrivo facendo spostare i bagnanti.

Il gestore dello stabilimento balneare, Paolino ci trattava con ogni riguardo in considerazione del lungo periodo (3 mesi) che utilizzavamo il suo servizio e del nostro nucleo familiare composto da parecchie  persone.
Successivamente ho avuto uno  Strale della ditta Bianchi e Cecchi di Cogoleto con coperta in legno e scafo in vetroresina. Barca bellissima, velocissima e molto instabile (non ce ne era per nessuno).
Nel 1980 la patente nautica oltre 6 miglia  dalla costa e la vela d’altura. Prima con il Pierrot della Mariver, poi con il Comet 1000. Ricordo ancora le prime traversate tra Porto Garibaldi e Mali Losiny in Jugoslavia (allora si chiamava così) rotta 95 gradi. Partivamo alle 10 di sera ed il giorno successivo entro le ore 13,00, dopo aver fatto dogana,  eravamo seduti al ristorante.  Dopo aver riposato 2 giorni a Lussino  iniziavamo a “scendere”:  Zara,  Incoronate, Sebenico, Primosten, Korzula, Dubrownik   fino ad arrivare alle bocche di Kotar. Che bei  ricordi.

 

Poi nel 1987 il lavoro, la formazione della mia famiglia, la perdita dei miei genitori e gli impegni professionali  sempre più  stringenti  mi hanno allontanato dalla mia passione.
Adesso che ho avuto grandi soddisfazioni professionali, mi sono costruito una bella famiglia e sono ricco di conoscenza ed esperienza ,  ho deciso di ricominciare con una piccola deriva di mt. 4,20.

Ma ora la mia famiglia di origine e Paolino non ci sono più,   lo stabilimento balneare ha cambiato nome ed è diventato un grande ristorante con piscina, discoteca, campi vari ecc., ecc.  ed il nuovo gestore mi dice che la mia barca non  può stare sulla spiaggia. Mi consiglia di andare alle Piramidi o di Rivolgermi al Circolo Vele di Bellocchio.
Finalmente, dopo una attesa di circa 2 anni, poiché non c’erano posti barca disponibili,  posso portare la mia barca presso il Circolo.  Nel frattempo mi sono ripreso da una brutta malattia e posso finalmente utilizzare la mia nuova barca.
Ora la mia barca si trova all’interno del recinto del Circolo. Devo comunque stare molto attento alla partenza e all’arrivo perché devo utilizzare il corridoio di lancio di 20 metri di larghezza senza superarlo, altrimenti un ragazzotto di 20 anni vestito di rosso  inizia a fischiarmi e ad inseguirmi con il moscone.

Ma che cosa è successo, è cambiato qualchecosa o non sono più in grado di portare una deriva? No sono solo passati 40 anni o forse 30. Dipende da dove voglio iniziare il conteggio.
Per fortuna, come dice mio figlio, che nel frattempo ha iniziato ad andare a vela e sta facendo l’istruttore alla Lega Navale, quando sono in barca il mio viso cambia espressione e sono l’uomo più felice di questo mondo.
Buon vento a tutti.

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